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News - Articoli - Concerti



26/08/2017, 13:00





 



Il 26 agosto 2017 è venuto meno all’affetto dei suoi cari ed ai ragazzi dell’Orchestra Giovanile di Fiati, a tutti i soci dell’Associazione Culturale "Nicola Spadaro" di Delianuova nonché a tutta la cittadinanza il Dr. Giuseppe Scerra, fondatore dell’Associazione e Presidente emerito della stessa.

A conclusione dei funerali, nella Chiesa di San Nicola di Delianuova, gremita e commossa, l’attuale Presidente dell’Associazione, Prof. Francesco Palumbo, interprete del comune dolore, lo ha così ricordato



E’ con profondo doloreche mi accingo ad esternare l’ultimo saluto al fraterno amico Giuseppe Scerra,al nostro Presidente.

Come, con profondodolore manifesto alla Signora Maria, ai figli Marina, Domenico, Rosanna, alfratello Nazzareno, alla sorella Fantina ed a tutti i famigliari le più sentitecondoglianze da parte dell’Associazione Nicola Spadaro e dell’Orchestra.

I sentimenti di stimaper l’uomo ed il professionista si uniscono in questo momento ai sentimenti diprofonda gratitudine per aver egli creato questo "piccolo miracoloaspromontano", quale è stata definita l’Orchestra Giovanile di Fiati, che èstato oggetto di analisi e di apprezzamento non soltanto musicale ma anche dicarattere culturale e sociale.

Quindi, per me, che hoavuto il piacere e l’onore di aver goduto della sua sincera amicizia per quasi60 anni, si impone di testimoniare la comune appartenenza alla grande famigliadell’Associazione in tutte le sue componenti, con particolare riferimento ai"suoi ragazzi" dell’Orchestra, che in questo momento non avrebbero difficoltàad essere qui con me, tuttisingolarmente ed in coro, in questoposto, per dire "grazie Presidente".

Però, l’impegno che hadato vita nel 2000 a questa realtà associativa non può essere disgiunto dallapoliedrica e ricca personalità che ha caratterizzato l’uomo Giuseppe Scerra intutta la sua vita.

La sua fanciullezza ela sua adolescenza, infatti, sono state caratterizzate da tantissime difficoltàche hanno temprato l’uomo, in un periodo in cui la realtà di Lubrichi, suopaese natio, e del suo hinterland, eranogli anni 30 e 40 del secolo scorso, era caratterizzata da una povertàstrutturale, che non ha, però, impedito ad una famiglia numerosa, quale era la sua, di sani principi e di chiaraimpronta cristiana, di garantire ai figli un’educazione ed una formazionecapaci di proiettarli verso il futuro.

Faccio un soloriferimento.

Percorrerechilometri a piedi, non essendovi mezzi pubblici, perraggiungere da Lubrichi le sedi viciniori di Santa Cristina d’Aspromonte, Delianuova,Oppido Mamertina, o ricorrere a passaggioccasionali, che hanno messo talvolta a repentaglio la sua vita, come si èverificato nel 1943, quando per raggiungere la sorella Maria che si trovava inOspedale a Taurianova, ha chiesto un passaggio su un camion, carico di tronchidi abete, e fu sommerso dagli stessi che sono caduti a causa di una bruscamanovra, faceva parte dellaquotidianità.

Della sua fanciullezza,della sua famiglia, della passione per la musica che, sulla spinta del padre,lo ha avvinto in tenerissima età, ne era profondamente orgoglioso.

Come pure eraprofondamente orgoglioso della scelta degli studi universitari affrontati conla tenacia di chi, in un contesto storico difficile, capiva di dover darerisposte non solo a se stesso ma a tutta la sua famiglia che credeva nelle suecapacità.

Laureatosi, intensa èstata la sua attività che lo ha visto impegnato nel settore farmaceutico, nondisgiunto da una forte passione per la medicina, particolarmente per lapediatria.

Manifestò subito unavisione a tutto campo della professione, riuscendo ad essere un preciso puntodi riferimento non solo dell’hinterland aspromontano ma anche di altre realtàdel mezzogiorno.

Particolarmente attentoalle fasce deboli del territorio, operò per alleggerirne le situazioni piùcritiche.

In questa direzioneoperò anche perché motivato da principi cristiani, che lo portarono ad unpreciso impegno nelle "comunità neocatecumenali", non disgiunto daun’attenzione precisa per lo sviluppo socio-culturale del territorio.

Da questa sua riccapersonalità è nata la felice intuizione dell’Associazione e dell’OrchestraGiovanile di Fiati, anzi essa ha rappresentato lo sbocco naturale di unapersona che ha creduto nel ruolo della formazione e della musica.

Non ha mai nascosto chequesta felice intuizione è nata a seguito di un concerto tenuto a Lubrichidall’Orchestra di Melicucco di cui era Presidente il fratello Nazzareno, cui hariconosciuto il ruolo di apripista rispetto ad un fenomeno che successivamente èesploso con l’avvio dell’Orchestra di Fiati di Delianuova.

Da quel momento è statotutto un fiorire di iniziative.

La sua impostazione el’attività dell’Associazione e dell’Orchestra sono ora affidate alla storia.

A noi il compito dionorare la memoria ben sapendo che ciò che ci attende non è una sempliceattività musicale, ma la nostra capacità di incidere, con la musica, per losviluppo culturale e sociale dell’intero nostro territorio.

Non potendo, quindi,soffermarmi sull’analisi dell’impianto che ha caratterizzato tutto il suoimpegno per l’Associazione e per l’Orchestra, ne faccio una rapida sintesi dialcune linee di intervento:
  • Il coinvolgimento delle famiglie diDelianuova e dei comuni dell’hinterland aspromontano, che ha permesso, neltempo, la frequenza della Scuola di Musica a ben 450 ragazzi;
  • L’attenzione alla definizione dirapporti istituzionali sempre corretti per salvaguardare e proiettarel’attività dell’Orchestra.Su tutti, il rapporto con il SenLuigi De Sena, caratterizzato da profonda e sincerastima reciproca, che, apprezzando il lavoro fatto, lo ha sempre stimolato aproseguire, in quanto esso avrebbe permesso di recuperare quel deficit dicredibilità che ancor oggi affligge il territorio meridionale.
  • Il coinvolgimenti di maestri sempre piùqualificati per la formazione dei giovani;
  • La partecipazione dell’Orchestra aconcorsi regionali e nazionali;·       L’interessamento della Stampa e dei MassMedia a tutti i livelli;·       La realizzazione di oltre 400 concertitenuti nelle parti più disparate della Calabria e d’Italia;
  • La nuova sede della Scuola di Musica, realizzataa seguito di un forte raccordo interistituzionale, che è stata per lui motivodi orgoglio e di intina soddisfazione anche perchè tecnologicamente attrezzatae funzionale non solo agli studenti di Delianuova ma di tutto il territoriocalabrese;
  • Il rapporto e l’attenzione del MaestroMuti che ha esaltato a più riprese la valenza musicale, culturale e sociale diquesta sua felice intuizione e l’effetto trascinamento sull’intero territorio;
  • La volontà di incidere nel tessutosociale per provocarne il suo sviluppo, con il costante impegno, attraverso laGiornata Regionale sull’Educazione alla legalità, di collocare l’ASPROMONTE, dasimbolo di illegalità ad incrocio di valori e sviluppo nella pace e nellaconvivenza civile;
  • La sua voglia di essere sempre presentecon noi in tutti gli appuntamenti, come è stato in questo mese, partecipando agliimpegni del 6,7 ed 8 agosto e come avrebbe voluto essere con noi, ieri, alMuseo di Reggio Calabria ed il 31 in Prefettura per ricevere l’ultimo meritatoriconoscimento dalla Fondazione De Sena.
Questesono solo le linee essenziali che hanno caratterizzato il suo impegno, chemeriterebbero e meriteranno di essere approfondite ed analizzate.

Concludo, però, dicendo che intutto questo certamente vi è stato un pizzico di sana follia,ampiamente riconosciuto, che recentemente i "ragazzi dell’orchestra",salutandolo in occasione dell’Anniversario, hanno così impresso nella tela chegli hanno regalato:

"Dicono che noirivoluzionari siamo romantici.Si, è vero! Losiamo in modo diverso. Siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cuicrediamo". 

GRAZIE PRESIDENTEper aver creduto nella sua felice intuizione e per aver trasmesso questo suostile di vita ai "suoi ragazzi".

Delianuova, 27 agosto2017


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